
...e' un matrimonio ma senza la sposa, oppure un funerale senza il morto, oppure ancora un trapezio che ruota con grazia nell'aria, ma il trapezista non si vede... ma andiamo per ordine, poi mi direte se sono del tutto impazzito oppure no.

...e' un matrimonio ma senza la sposa, oppure un funerale senza il morto, oppure ancora un trapezio che ruota con grazia nell'aria, ma il trapezista non si vede... ma andiamo per ordine, poi mi direte se sono del tutto impazzito oppure no.

E' stata una serata bellissima, qui alla Sala Petrassi. In quest'occasione Dhafer Youssef (Tunisia, 1967) ci ha fatto ascoltare i brani del suo nuovo CD (Abu Nawas Rhapsody). Un sorriso accattivante ed empatico, da mercante dal quale compreresti qualsiasi cosa, un'affabulazione che gioca, abilmente, sul melange di lingue (italiano, inglese, francese ed arabo), una parola simpatica per ciascuno dei tre musicisti al suo seguito.

Dopo quattro anni di assenza dai palchi italiani mi sarei aspettato più gente alla data dei Fear Factory ai Magazzini Generali. Probabilmente la tipologia del locale, lungo e stretto, ci ha messo il suo per falsare il giudizio, ma se riavere Dino Cazares assieme a un mostro di tecnica e velocità come Gene Hoglan non fa smuovere la gente, allora non so cos'altro potrebbe farlo.

La serata inizia con il trio di Sardinas (Florida, 1970): un blues-rock esplosivo che trasuda energia da tutti i pori, sporco e sudaticcio quanto basta a creare quelle emozioni che solo il blues più autentico riesce a generare.
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